Un nuovo volume inedito: finalmente raccolte le “altre” interviste ai grandi della terra realizzate da Oriana Fallaci tra il 1964 e il 1982.
Un progetto a lungo coltivato diventa realtà: da Khomeini a Gheddafi, da Robert Kennedy al Dalai Lama, da Sharon a Enrico Berlinguer, da Deng Xiao-ping a Lech Walesa: un nuovo imperdibile faccia a faccia con la Storia.
Un nuovo volume inedito: finalmente raccolte le “altre” interviste ai grandi della terra realizzate da Oriana Fallaci tra il 1964 e il 1982.
Un progetto a lungo coltivato diventa realtà: da Khomeini a Gheddafi, da Robert Kennedy al Dalai Lama, da Sharon a Enrico Berlinguer, da Deng Xiao-ping a Lech Walesa: un nuovo imperdibile faccia a faccia con la Storia.
Nel 1974 Oriana Fallaci pubblica Intervista con la storia. È un libro che fa epoca, viene tradotto nel mondo, studiato nelle università, continuamente ristampato. Con quelle interviste Oriana ci consegna «una indimenticabile galleria di protagonisti internazionali del suo tempo: statisti di governo e di opposizione, leader democratici e dittatori, pacifisti umanitari e guerrieri, capi spirituali, ideologi, uomini d’azione… La storia mondiale si fa umana, concreta, animata da personaggi in carne ed ossa, messi a nudo nelle loro storie private, nelle loro sofferenze e nei loro sogni, nei loro vizi, nelle loro debolezze, qualche volta perfino nella loro irritante mediocrità». Così Federico Rampini, nella Prefazione alla riedizione nella nuova collana Bur delle Opere della Fallaci.
Da anni i lettori attendevano le nuove interviste, e lei stessa aveva lavorato alle bozze, lasciando note e appunti, e un testo che partiva dai famosi incontri con Khomeini e Gheddafi per lanciarsi in una riflessione appassionata sul potere. Nessuno, come lei, era riuscito ad avere accesso a personaggi di quel calibro, quelli che potevano realmente decidere del destino dell’umanità. In un’intervista tv Christiane Amanpour, celebre giornalista americana della CNN, da molti considerata l’erede di Oriana, dichiara: «I faccia a faccia con i grandi erano elettrizzanti, costruiti lontano dagli scandali e dal sensazionalismo per arrivare alla persona, alla verità. Davanti all’ayatollah si strappò il chador ma quel gesto non fu poi così irriverente come lo descrissero. Segnò un punto a suo favore, l’intervista andò avanti e fu molto, molto illuminante. Il suo stile era fuori dagli schemi ma costruito per far emergere la vera natura dell’uomo».
La vita privata della Fallaci e quella professionale si sono sempre intrecciate: la scomparsa di due persone profondamente amate la spinge a un totale isolamento, «i miei tre inverni nel tunnel» li definisce; ma poi, dopo la pubblicazione di Un uomo nel 1979, mette a segno per il «Corriere della Sera» i due straordinari reportage dall’Iran di Khomeini e dalla Libia di Gheddafi, che compongono la prima parte di questa Intervista con il Potere. Nella seconda parte, dal 1964 al 1982 sfilano davanti al lettore i nomi che hanno fatto la storia della seconda metà del Novecento, nelle memorabili interviste realizzate come inviata dell’«Europeo»: Robert Kennedy, James Farmer, il Dalai Lama, Rascida Abhedo, Faruk El Kaddoumi, Sandro Pertini, Giovanni Malagodi, Ugo La Malfa, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer, Deng Xiao-ping, Lech Walesa, Mieczyslaw Rakowski, Ariel Sharon.
Il libro esce postumo, in memoria di Oriana.
Qualche mese prima della sua morte, avvenuta il 15 settembre 2006 dopo una strenua lotta contro il cancro, Oriana Fallaci consegna al nipote, Edoardo Perazzi, una cartellina consumata ai bordi, dal colore ingiallito. L’intestazione, stampata, è «Corriere della Sera»; a mano, di proprio pugno, Oriana ha aggiunto: INT. CON LA STORIA II – KHOMEINI & GHEDDAFI.
Da qualche tempo la scrittrice andava discutendo con il suo editore di un volume che raccogliesse le nuove interviste ai grandi della Terra, realizzate come inviata dell’«Europeo » e del «Corriere della Sera» e tradotte dalle maggiori testate in Europa, negli Stati Uniti, in America Latina e nel continente asiatico: molti lettori gliele chiedevano, in Italia e all’estero, dopo il successo planetario di Intervista con la storia. Lei stessa aveva preparato un elenco: da Robert Kennedy, intervistato nel 1964, ad Ariel Sharon, nel 1982.
In quegli anni la Fallaci testimoniava con scritti memorabili, che hanno fatto scuola, i grandi sconvolgimenti della seconda metà del Novecento, recandosi sui fronti di guerra e interrogando i leader del mondo, coloro che avevano nelle proprie mani i destini dell’umanità. Oriana si appassionava ai difficili equilibri geopolitici, metteva in discussione le ideologie del suo secolo, registrava da pensatore laico l’influenza della religione islamica, guardava con preoccupazione a Israele.
Il lungo testo che affida al nipote prende spunto da un incontro casuale con il generale Loan, il terrore di Saigon, finito a fare il cuoco in un ristorante in Virginia, e va a completare il progetto della nuova raccolta includendo due tappe fondamentali nella sua esperienza giornalistica: l’intervista all’ayatollah Ruhollah Khomeini, che le viene eccezionalmente accordata a Qom nel settembre 1979, dopo che lo scià Reza Pahlavi aveva abbandonato l’Iran con la sua famiglia e quella al colonnello Muammar Gheddafi, a Tripoli, nel novembre 1979. Il «Corriere della Sera» pubblica il pezzo il 2 dicembre 1979, con le foto della leggendaria tenda, lo stesso giorno dell’incendio dell’ambasciata americana a Tripoli, e lo completa il 3 dicembre con i passaggi mancanti e un approfondimento della Fallaci (in molti si chiesero se c’era un collegamento tra le dichiarazioni del colonnello all’intervistatrice e l’attacco all’ambasciata). L’articolo viene poi riproposto sul «Corriere della Sera» nell’aprile 1986 in una forma più ampia, arricchito da uno straordinario racconto che il lettore troverà nelle pagine che seguono.
Questa nuova opera si compone dunque di due parti: la prima, l’Intervista con il Potere, che dà il titolo anche al volume, presentata nella forma di una riflessione che ha inizio subito dopo la morte di Panagulis, quando Oriana si isola nella sua casa di campagna e assiste la madre Tosca, malata senza rimedio. Intanto lavora a Un uomo, che sarà pubblicato nel giugno 1979. I due viaggi in Iran e in Libia sono immediatamente successivi. Nella seconda parte, la raccolta delle Interviste in sequenza cronologica: Robert Kennedy (1964), James Farmer (1967), il Dalai Lama (1968), Rascida Abhedo (1970), Faruk El Kaddoumi (1970), Sandro Pertini (1973), Giovanni Malagodi (1974), Ugo La Malfa (1974), Giancarlo Pajetta (1974), Enrico Berlinguer (1980), Deng Xiao-ping (1980), Lech Walesa (1981), Mieczyslaw Rakowski (1982), Ariel Sharon (1982). In Appendice, le note biografiche a cura della redazione Rizzoli. Le notizie sui personaggi intervistati non intendono essere esaustive ma solo ricordare al lettore il contesto di riferimento in cui si svolge l’intervista e fornire qualche informazione sugli eventi successivi.











